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Il sogno di uno Scrittore |
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C’era una volta un sogno… Preso nuovamente dall’euforia, l’anno successivo, ritentò l’impresa. Stavolta i tempi di lavorazione furono più lunghi, ma infine riuscì nel suo intento. “Il Castello Pietroso 2” prese vita, seguendo gli standard del precedente libro, ma aumentando le righe dei capitoli a 7-9 ognuno. Tuttavia questo non sembrò riscuotere lo stesso successo del primo, e secondo alcune fonti, l’opera rimase incompiuta. Della trama non si sa assolutamente nulla. Entrambi gli scritti si sono persi nel tempo e sono tutt’oggi irreperibili.
Non si seppe con esattezza cosa successe al bambino, ma ciò che è sicuro è che smise di scrivere. Forse per mancanza di tempo, forse per delusione, forse perché aveva trovato qualcosa di meglio da fare. Arrivarono le medie, e durante il secondo anno riaffiorò in Andrea, oramai ragazzino, il desiderio di scrivere. Tentò di abbozzare qualcosa. Ci mise impegno, passione, amore… ma i risultati non arrivarono. Troppo preso dalla vita non splendida che stava passando, anche per via della sua salute instabile a causa della celiachia, e deluso dallo scarso rendimento, abbandonò il progetto quando ancora era nella sua prima fase. Uccise il suo progetto ancor prima di farlo nascere. Gli anni passarono e quello di diventare uno scrittore professionista divenne semplicemente un sogno, anzi, un’Utopia, messa da parte in un cassetto chiuso. La differenza consiste che in genere i sogni sono dei traguardi che si cerca di raggiungere, mentre le Utopie sono un qualcosa di irraggiungibile, quindi magari non ci si sforza neanche nel tentare di raggiungerle. E così il ragazzino divenne ragazzo. Entrò nelle superiori, al liceo scientifico, e continuò la sua solita vita fino al giorno della svolta. Quell’anno frequentava la terza superiore quando un giorno, navigando in quella incredibile e, per lui, nuova invenzione che portava il nome di “Internet”, trovò un sito carino, con tanto di forum: il MagikSite, che oggi non esiste più. Al suo interno iniziò a fare amicizie con persone che non conosceva. Le sue prime amicizie puramente virtuali. E fu così che, un giorno come tanti, Andrea entrò in quel sito, come era solito fare, e vide che Magik, il fondatore, aveva aperto una nuova sezione nel forum. Chiunque avesse voglia, poteva scrivere in quella sezione una propria storia, in modo che gli altri utenti del sito potessero leggerla e valutarla, per ottenere consigli e critiche. Quando Andrea lesse le prime bozze che gli altri utenti, alcuni dei quali erano oramai i suoi fidati amici virtuali, stavano creando per le loro storie, gli si illuminarono gli occhi. Decise di provare anche lui. Non aveva intenzioni serie, voleva semplicemente provare a fare qualcosa di divertente, anche solo per mettersi un po’ in competizione con gli altri. Doveva aprire un suo spazio privato all’interno di quella sezione per poter scriverci all’interno la sua storia, e a quello spazio doveva dare un nome. Ci pensò a lungo e alla fine decise. La sua vita non gli piaceva per niente, e quindi se doveva rifugiarsi in un altro mondo, voleva che esso fosse perfetto. Si, non ci sarebbe stato nome più appropriato. “Perfect liFe” Vita perfetta. Era questo il titolo che voleva dare alla sua storia. E così aprì il suo spazio e lo chiamò in quel modo. Subito scrisse al suo interno un piccolo prologo, in cui praticamente non diceva nulla se non introdurre i primi personaggi, tra cui il protagonista stesso della storia. Le domande che subito ricevette furono maggiormente due. Perché quel titolo? E perché la parola “life” è scritta con la “F” grande invece della “L”? Andrea rispose subito a quelle domande, anche perché se le aspettava.
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